Il nuovo capitolo verde firmato Giusmìn
È verde brillante, vellutato e inconfondibile. Il matcha — la polvere di tè giapponese che un tempo accompagnava le cerimonie più solenni — è oggi un’icona globale, simbolo di benessere, estetica e consapevolezza. Dai monasteri zen alle caffetterie minimal di Tokyo e Milano, il suo viaggio racconta l’incontro perfetto tra tradizione e contemporaneità.
Giusmìn, boutique del tè nel cuore di Milano, gli dedica oggi una nuova selezione di matcha in edizione continua, frutto di anni di ricerca, assaggi e viaggi nelle piantagioni giapponesi. Una collezione che non nasce per essere statica, ma viva e mutevole: il risultato di un percorso che evolve con le stagioni e con le mani dei coltivatori che lo producono.
“Il matcha non è mai uguale a sé stesso: cambia con il tempo e con chi lo coltiva — e noi vogliamo raccontare proprio questa unicità”, spiega Francesco Rossi, founder di Giusmìn.

Un gesto antico, una tendenza moderna
Coltivato all’ombra, raccolto a mano e macinato lentamente con mulini di pietra, il matcha è una polvere purissima che si prepara con il chasen, il frustino di bambù. Il risultato è una bevanda cremosa e vibrante, che si beve interamente, senza infusione. Un rito che oggi diventa gesto quotidiano: nelle cucine di casa, negli studi di design, nei caffè più fotografati del mondo.
Il suo fascino, però, non è solo estetico. Il matcha unisce concentrazione e calma, energia e leggerezza. È un’esperienza sensoriale e mentale, che incarna perfettamente la filosofia Less drama, more tea di Giusmìn: ritrovare equilibrio e piacere nelle piccole cose, rallentare per gustare la bellezza del momento presente.

Il matcha secondo Giusmìn
Ogni confezione della nuova selezione racconta un viaggio. Sulle etichette si legge:
“This matcha powder came all the way from Japan to bring a bright smile to your day.”
Un messaggio che riassume la missione del brand: portare il meglio del Giappone nella quotidianità, con la cura e la dedizione di chi tratta il tè come un ingrediente d’eccellenza.
Perché, come per il vino o il caffè, anche nel matcha la qualità fa la differenza — e la bellezza è tutta nel rituale.


