YSL Beauty porta la sua Block Party dentro una Milano diversa da quella delle grandi facciate: un gioco delle parti costruito attorno a contrasti squisitamente stridenti, tra il brutalismo di Frizzi&lazzi e il glam total black di YSL
C’è una Milano che durante la Fashion Week sembra esistere soltanto attraverso gli schermi dei nostri telefoni. Algida e distante. E poi ce n’è un’altra, nascosta dietro un cancello qualsiasi: quella dei cortili, delle insegne un po’ vissute, dei banconi in fòrmica, delle sedie che sembrano essere lì da sempre e di quei luoghi nostalgici, che profumano di una città autentica e dimenticata.

È qui che YSL Beauty ha scelto di portare la sua Block Party – Milan Edition, dopo Madrid, Città del Messico e Londra. E forse il punto più interessante della serata era proprio questo: vedere un universo estetico così riconoscibile entrare in un luogo profondamente milanese, restando in perfetta sinergia.
Una piccola folla total black di talent, creator e cool kids attraversava uno spazio che, al contrario, conservava colori, imperfezioni e tracce di vita quotidiana. Il contrasto ha funzionato proprio perché evidente: l’attitude sofisticata, notturna ed edgy di YSL Beauty contro la veracità quasi ostinata del posto. YSL Beauty riesce ad inserirsi elegantemente in una Milano sopravvissuta al modello patinato proposto, trito e ritrito, arrivando al cuore pulsante della città.

Ed è qui che il format Block Party trova il suo senso. Nato per cambiare pelle a seconda della città che lo ospita, a Milano sceglie di allontanarsi dall’immaginario più levigato della Fashion Week per entrare nella cultura di quartiere, nei suoi rituali e nella sua estetica spontanea. Beauty, moda e musica arrivano così in uno spazio che appartiene a un’altra grammatica urbana e, per una notte, le due cose convivono.
Il risultato ha qualcosa di cinematografico: una macchia nera, contemporanea e impeccabilmente YSL dentro una Milano un po’ decadente, bohémien. Passato e presente, lasciati uno accanto all’altro.

