Jannik Sinner entra ufficialmente nella leggenda del tennis: primo italiano di sempre a vincere il singolare maschile a Wimbledon, piega Carlos Alcaraz in quattro set (4-6, 6-4, 6-4, 6-4) e alza al cielo il trofeo più ambito del tennis mondiale. A 23 anni, e senza eccessi, conquista il titolo nel “tempio dell’erba”, sotto gli occhi incantati di vip, sportivi e reali, tra cui la Principessa del Galles, Kate Middleton, che gli ha consegnato la coppa.
La scena è da film: tribune piene di star hollywoodiane – da Nicole Kidman a Matthew McConaughey, da Andre Agassi a Keira Knightley – e un’intera nazione in festa. Ma Jannik resta sé stesso: niente tuffi sull’erba, niente urla liberatorie. Solo un sorriso sobrio e le braccia alzate. Il suo stile. La sua firma.

Dopo lo stop per la sospensione WADA, è tornata la Sinnermania – più forte di prima. E mentre il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, parla di “corazzata del tennis italiano”, con una generazione d’oro pronta a dominare, Sinner scrive la storia con eleganza e determinazione. La sua forza? La testa, prima ancora del braccio.
“Sto vivendo il mio sogno”, ha detto a fine match. Un sogno diventato realtà, senza sceneggiate. Perché lui, il nuovo re, è fatto così: un campione glaciale che infiamma il mondo.

