Rhode Girls o IA Girls?
Quando l’IA mette in crisi l’estetica più desiderata del beauty
Dal suo debutto nel 2022, Rhode non ha mai venduto solo skincare. Ha venduto un immaginario. Un’estetica precisa, riconoscibile al primo sguardo, fatta di superfici lucide, gesti minimi e quella glazed skin che Hailey Bieber ha trasformato in una firma personale prima ancora che in un trend globale. Un linguaggio visivo così coerente da diventare, nel tempo, uno standard aspirazionale.
Gran parte del successo del brand – culminato nella valutazione da un miliardo di dollari dopo l’acquisizione da parte di e.l.f. Beauty – nasce proprio da questa costruzione meticolosa. Rhode ha creato un micro–universo in cui tutto dialoga: i prodotti diventano rituali, i dettagli evocano comfort e lusso accessibile, come un Peptide Lip Tint infilato in borsa o l’idea di un dolce appena sfornato. Nulla è lasciato al caso.
Negli ultimi giorni, però, questo equilibrio visivo è stato messo alla prova da un nuovo fenomeno social: un’app di intelligenza artificiale capace di generare immagini iper-realistiche, che ha dato il via a una valanga di contenuti con presunte “Rhode girls”. Caschi brandizzati, passamontagna, eye patches: un’estetica imitata, moltiplicata e soprattutto sganciata dal controllo creativo del brand.

Il paradosso è evidente. Rhode ha sempre costruito la propria credibilità anche attraverso una scelta accurata dei volti che la rappresentano: figure contemporanee amate dalla Gen Z, affiancate a icone senza tempo, per posizionarsi come un classico moderno del beauty. Con l’IA, invece, chiunque può appropriarsi di quell’immaginario, anche se distante anni luce dalla filosofia originale.
Non si tratta di visibilità extra, ma di perdita di identità. Quando l’estetica diventa replicabile all’infinito, rischia di perdere valore. E quando un brand che ha sempre guidato le conversazioni visive viene trasformato in un semplice template, il confine tra ispirazione e svilimento si fa sottile.
In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale sta riscrivendo le regole della comunicazione, Rhode si trova davanti a una nuova sfida: non fermare il trend, ma difendere la propria autenticità. Perché se è vero che oggi tutto può essere generato, è altrettanto vero che non tutto può essere costruito con la stessa credibilità.

