Aesop illumina Milano: “The Factory of Light” al Salone del Mobile

Nel cuore pulsante della design week milanese, Aesop torna per il terzo anno consecutivo al Salone del Mobile con un progetto che va oltre la semplice installazione: “The Factory of Light” è un’esperienza immersiva, sensoriale e concettuale che indaga il rapporto tra luce, materia e gesto umano. Un racconto che si sviluppa all’interno del complesso storico di Santa Maria del Carmine, a pochi passi dal quartiere di Brera, trasformato per l’occasione in un laboratorio poetico dove design e artigianato dialogano in equilibrio.

Firmata dall’architetto australiano Rodney Eggleston, fondatore di March Studio, l’installazione si configura come un percorso narrativo che accompagna il visitatore alla scoperta della luce non solo come elemento funzionale, ma come linguaggio sensibile capace di modellare gli spazi e influenzare la percezione. Una filosofia che da sempre definisce l’identità di Aesop e che qui trova una nuova, sorprendente espressione.

L’esperienza si apre con un gesto intimo e quotidiano: la cura delle mani. Il lavabo, elemento iconico dei negozi Aesop, accoglie gli ospiti invitandoli a rallentare, a entrare in contatto con l’acqua, la schiuma e la pelle. È l’inizio di un viaggio che prosegue attraverso un portale nascosto, conducendo nel chiostro dove prende forma la vera e propria “fabbrica della luce”. Qui, una struttura architettonica realizzata con materiali di recupero – tra cui teloni utilizzati nei restauri urbani – disegna una Milano reinterpretata, sospesa tra realtà e immaginazione, sottolineando l’impegno del brand verso un design responsabile e consapevole.

All’interno, quattro ambienti distinti – Hear, See, Touch e Smell – orchestrano un’esperienza multisensoriale che celebra il savoir-faire artigianale dietro Aposē, la nuova creazione firmata Aesop. Nella prima sala, il suono ritmico dei torni meccanici racconta la lavorazione dell’ottone; nella seconda, il calore e la fragilità della soffiatura del vetro prendono vita grazie agli artigiani veneti; nella terza, la materia fusa si trasforma lentamente in struttura; infine, nella quarta, il profumo e la luce segnano il momento conclusivo: l’oggetto prende forma, si accende, diventa presenza.

Il culmine dell’installazione si trova nella sacrestia, dove oltre diecimila flaconi di profumo recuperati creano una superficie ondulata color ambra. Qui, la luce si rifrange, si moltiplica e si diffonde nello spazio, dialogando con le boiserie storiche e restituendo un’atmosfera sospesa, quasi meditativa. È un gesto che unisce estetica e sostenibilità, trasformando l’eccesso in materia narrativa e architettonica.

Protagonista assoluta è Aposē, lampada scultorea che reinterpreta forme e materiali iconici del brand. Con il suo basamento in ottone fuso e la corona in vetro soffiato a bocca nei pressi di Murano, diffonde una luce calda e avvolgente, pensata per abitare gli spazi domestici con discrezione ed eleganza. Più che un oggetto, Aposē rappresenta una sintesi tra funzione e poesia, tra industria e artigianato, tra tecnologia e sensibilità.

“The Factory of Light” non è solo un’installazione, ma una dichiarazione d’intenti: in un mondo dominato da eccessi visivi e stimoli continui, Aesop invita a riscoprire una dimensione più lenta, intima e consapevole della luce. Un invito a osservare, toccare, ascoltare e sentire, lasciandosi guidare da un’estetica che trova nella semplicità e nella cura del dettaglio la sua forma più autentica.

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