Il fondotinta sta tornando. Ma non come lo ricordavamo

Dopo anni dominati da skin tint, glow e makeup-no-makeup, la coprenza torna a farsi desiderare. Il nuovo fondotinta, però, ha imparato la lezione della skincare

Per qualche stagione sembrava quasi destinato a scomparire. La clean girl aveva trasformato la base in qualcosa di impercettibile: skin tint, concealer soltanto dove necessario, finish luminosissimi e quella ricerca quasi ossessiva della your skin but better.

Ora il fondotinta sta tornando. Ma non è un ritorno al full coverage degli anni Dieci.

La nuova generazione di basi cerca infatti di conciliare due esigenze apparentemente opposte: una pelle più perfezionata e una texture che continui a sembrare pelle. Coprenza modulabile, finish satinati o natural matte e formule ibride arricchite da ingredienti skincare stanno ridisegnando una categoria che negli ultimi anni aveva perso parte della sua centralità.

Anche i nuovi lanci raccontano questa evoluzione. Da una parte torna il desiderio di uniformare maggiormente l’incarnato, dall’altra rimane tutto ciò che la rivoluzione skin-first ci ha insegnato: formule confortevoli, texture leggere e un risultato che non cancelli completamente la naturalezza della pelle.

Il confine tra skincare e makeup, del resto, continua ad assottigliarsi. Il fondotinta oggi promette di idratare, proteggere, illuminare e migliorare visivamente la texture senza effetto “mascherone”.

Il risultato potrebbe essere una sorta di 2016 × 2026: il grande ritorno a un incarnato uniforme, senza rinunciare all’idratazione e alla realness della pelle.

 

No Comments Yet

Comments are closed

Mostra social
Nascondi social