Ci sono prodotti beauty che diventano iconici, e poi ci sono quelli che diventano memoria collettiva. La latta blu di NIVEA appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non è soltanto una crema, non è soltanto packaging, non è nemmeno soltanto skincare: è uno di quegli oggetti che attraversano il tempo entrando silenziosamente nella vita delle persone, passando di mano in mano, di generazione in generazione.
E ieri, a Roma, questa sensazione era tangibile.
Con l’apertura del tour “100 Anni di Blu”, NIVEA ha dato ufficialmente inizio alle celebrazioni dedicate ai cento anni della sua iconica latta blu, inaugurando il progetto nella cornice di Villa Borghese e della Casina Valadier. Ma più che un semplice anniversario, quella andata in scena è sembrata una riflessione collettiva sul significato stesso della cura.

Perché la forza di NIVEA sta probabilmente proprio qui: nell’essere riuscita, per cento anni, a restare dentro la quotidianità senza mai diventare invisibile. La latta blu è rimasta nelle case, nei cassetti, nelle borse da viaggio, sui comodini delle nonne e poi delle madri, fino ad arrivare alle nuove generazioni. Una presenza costante, quasi affettiva.
Durante la giornata dedicata all’apertura del tour, il racconto del brand è emerso soprattutto attraverso le persone e i ricordi. Non una celebrazione sterile della nostalgia, ma qualcosa di molto più autentico: la consapevolezza che alcuni prodotti riescano davvero a diventare parte della storia personale di chi li utilizza. Ed è stato impossibile non riconoscersi, almeno in parte, in quel racconto tramandato di madre in figlia, fatto di gesti semplicissimi ma profondamente emotivi.

La storia della celebre latta blu nasce cento anni fa ad Amburgo, città natale del marchio, ma il motivo per cui continua ancora oggi a essere così riconoscibile non riguarda soltanto il design — quel blu intenso con il logo bianco ormai entrato nell’immaginario collettivo — quanto piuttosto ciò che rappresenta: affidabilità, familiarità, continuità.

Il tour “100 Anni di Blu” nasce proprio per raccontare questo patrimonio emotivo e culturale, ma anche l’evoluzione continua di un brand che ha saputo trasformarsi senza perdere identità. Un progetto itinerante che attraverserà l’Italia con tre tappe dedicate alle categorie chiave di NIVEA, attraverso pop-up esperienziali pensati come luoghi di incontro e scoperta.
Dopo Roma, il tour proseguirà a Rimini in occasione di RiminiWellness con focus su NIVEA MEN e DEO, mentre Bari ospiterà la tappa dedicata alla protezione solare e alle linee NIVEA SUN.
Ma ciò che rende interessante questo progetto è anche il tentativo di spostare il concetto di cura oltre la pelle. Attraverso iniziative come NIVEA CONNECT, il brand porta avanti un discorso legato al benessere emotivo e relazionale, affrontando temi come la solitudine e il bisogno di connessione autentica. Un impegno che in Italia prende forma anche nella collaborazione con Fondazione Patrizio Paoletti e con Arcigay attraverso il progetto #BeYou.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui i cento anni della latta blu non sembrano soltanto una celebrazione beauty. Parlano di tempo, di memoria, di identità e di quel bisogno molto umano di sentirsi al sicuro attraverso piccoli rituali quotidiani.
Perché alcune icone non sopravvivono così a lungo soltanto grazie al marketing. Sopravvivono perché, in qualche modo, riescono a entrare davvero nella vita delle persone.


